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Viaggi & baby

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    Viaggiare in USA con bambini: fase aeroporto

    Vorrei scrivere un post più tecnico che possa aiutare chi viaggia negli Stati Uniti con i neonati e i bambini e magari come me lo fa per la prima volta: siamo già provette viaggiatrici in auto ma il volo ci mancava ed è andato tutto benissimo.

    Quindi eccoci all’aeroporto: che succede e che portare.
    Mangiare e bere per il piccolo: sia all’andata che al ritorno io avevo l’acqua per il biberon da usare sia per la formula che da bere da sola quindi una bella bottiglia da quasi 750ml.
    Ho detto che era per la bimba, mi hanno chiesto se potevano controllarla, certamente, fatto velocemente e me l’hanno ridata. All’andata la bottiglia era nuova mentre al ritorno già aperta ma non mi hanno fatto assolutamente storie. Nello zaino avevo anche un preparato già pronto di formula che superava i 100ml: mi hanno chiesto di poter togliere etichetta e controllare e me l’hanno riconsegnato senza aprirlo. Ho portato dei succhi, pappe veloci e anche qui nessun problema.
    Passeggino: ho comprato un chicco che si chiude ad ombrello su craiglist praticamente nuovo. Non ho portato il mio perché ha la chiusura a libro e soprattutto per come lo trattano è quasi bene avere un “usa e getta” da destinatarsi per i viaggi, come mi hanno suggerito le viaggiatrici provette quando ho chiesto consiglio su facebook. Al check-in viene consegnata una tag con numero abbinato al proprio biglietto da firmare e attaccare al passeggino. Ai controlli siamo stati fatti andare nella corsia veloce appena ci hanno visto con la bimba: io con la piccola siamo passate nel metal detector semplice, stile vecchio ( non come quelli moderni stile cabina dove devi alzare le braccia per il controllo e quindi con il bambino addosso impossibile) ovviamente entrambe spogliate di qualsiasi cosa potesse far suonare come di prassi normale, scarpe incluse; il marito invece ha fatto quello nuovo e ha seguito le nostre cose sul rullo. Mi hanno fatto il controllo sulle mani in tutti e due gli aeroporti ( ti passano un pezzo di carta sul palmo della mano e poi lo analizzano), veloce e indolore. Il passeggino all’aeroporto di Chicago l’abbiamo chiuso e passato nel rullo insieme alle borse, scarpe e oggetti vari, mentre a Tampa la poliziotta l’ha fatto passare subito dietro a me nel metal detector così l’avevo a disposizione per bimba. Credo abbia agito così perché c’era fila nel rullo e voleva aiutarmi, a Chicago era più snella la procedura quindi quando ho terminato il controllo il passeggino aveva già fatto il rullo e l’ho preso subito.
    Compagnia*: Spirit
    È una compagnia super low cost: paghi tutto. Puoi portare con te solo una borsa o zaino piccolo, se vuoi il trolley devi pagarlo e pure bagaglio in stiva ( che costa meno del trolley). Paghi se vuoi scegliere il posto. Paghi di meno se registri il bagaglio al momento dell’acquisto del biglietto. Paghi tantissimo se sfori il peso o le misure. Se ti organizzi bene il biglietto però ne vale proprio la pena per il prezzaccio. BabyL è stata seduta in braccio a me e ha pagato solo le tasse.
    All’imbarco non abbiamo avuto nessuna precedenza per il fatto di avere un bambino: siamo saliti a zone e abbiamo lasciato il passeggino appena prima di salire sull’aereo. Nessun problema per il posto dei bagagli perché tutti lo avevano contenuto ( proprio perché si paga!) e i posti li avevamo numerati, assegnateci al check-in, vicini in entrambi i voli.
    Il personale si è dimostrato disponibile e gentile in tutte e due i voli: ho chiesto acqua calda appena salita e la hostess me l’ha portata prima del decollo, idem poco prima della discesa. Ho cambiato Lia sull’aereo: non ci sono le salviette monouso da stendere sul fasciatoio ma avevo il mio da usare quindi apposto.
    Aeroporti di Chicago e Tampa sono muniti di bagni famigli puliti e attrezzati, vicino ai gates: bravi!
    *Ogni compagnia magari ha modalità diverse.
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    Primo volo e primo mare per Baby L: cosa portare?

    Eccoci a fare le cose di corsa come capita piace a noi e prenotare una mini vacanza: dove andiamo? Al caldo ti prego! Caldo caldo caldo. Sole e infradito. Oceano e spiaggia. Profumo di mare. Sea food. Non desidero altro e fortuna che il marito è della stessa idea: mancava mi dicesse voglio andare a sciare….. l’avrei strangolato!!

    Abbiamo trovato una buona occasione per la Florida e non ce la siamo fatta scappare: non so se vi è sfuggito ma qui in Wisconsin siamo tipo già immersi nella neve con temperature da -10* gradi. Polo Nord. Se anche la mia amica finlandese ha paura a mettere il naso fuori casa c’è proprio da preoccuparsi!
    Primo volo per la mia piccolina: mi sono studiata un po’ il blog dell’amica ed esperta Valentina e fatto velocemente le valigie che nel giro di 1 giorno saremmo partiti. Che poi velocemente è una parola grossa perché per BabyL le ho fatte e disfatte tre volte: per i primi due giorni ci aspettava un clima freschino intorno ai 15C’ per poi salire a 25C’ nei restanti. Da -10 a +15 è comunque un bel salto ma non è il caldo caldo.
    Quindi ecco cosa ho portato:
    – ho optato per delle vestizioni a cipolla così da poterla sbucciare all’occorrenza.
    – ho preso dei giochi da avere a portata di mano in aereo e altri messi in valigia: ora è super attiva e devo tenerla occupata.
    – l’inseparabile marsupio Ergobaby che ho usato per le passeggiate sulla spiaggia e lei c’ha dormito alla grande!
    – le bustine usa e getta del latte artificiale: comodissime e veloci da usare in viaggio! (marca Enfamil)
    – costumino e cappellino protezione 50.
    – non ho resistito ai bellissimi occhiali da sole che, prevedibile, ha tenuto mezzo secondo! c’ho provato: che madre un po’ scemotta che ha BabyL ahahaha!
    crema solare che avevo da finire altrimenti avrei preso là e in versione spray: crema e sabbia è decisamente un pessimo abbinamento per una alle prime armi come me!
    piattino, cucchiai, bavagliette: tutto l’occorrente per le pappe.
    – il necessario per i cambi: pannolini per il primo volo, telo per cambiarla in giro, salviettine, cremine per viso, culetto e corpo. 
    – il suo shampoo e bagnoschiuma.
    – lo scalda biberon per l’auto: Chicago è a 1.30h da casa e dato il freddo l’acqua a temperatura ambiente è gelida quindi devo riscaldarla.

    – poi ho portato pure una chicca come la vaschetta gonfiabile per il bagnetto: mi è stata regalata e la trovo stupenda proprio!! Occupa poco spazio in valigia e lei la adora: c’ha sguazzato felice senza traumatici bagnetti improvvisati.

    Per il problema latte come per le altre gite abbiamo prenotato un hotel con il microonde disponibile in camera: uso i biberon della MAM che si possono sterilizzare nel microonde in 3 minuti!! Perfetti, comodi e li consiglio vivamente ( oltretutto sono anti coliche! ).
    Per il resto, pappe, formula, pannolini e salviettine ho comprato tutto all’arrivo: per le pappe di solito faccio io ed ero un po’ preoccupata non le mangiasse invece ha gradito quelle della linea organica Plum ( che in alcuni casi s’è ciucciata direttamente dal contenitore, vedi foto in alto!) provando e apprezzando anche nuovi gusti e combinazioni..buongustaia come la madre!!
    I voli sono filati lisci lisci come l’olio: ha pianto in entrambi solo i primi 5 minuti dopo il latte e poi ha dormito beata e comodissima. Lei. Io un po’ meno. Il babbo nemmeno a dirlo: lui appena sale va in standby e si sveglia all’atterraggio, al contrario io pure su volo intercontinentale sto sveglia a flipparmi duecento film perché non riesco a dormire: sono allenata per i prossimi voli con prole non dormiente!
    Concludendo è andato tutto benissimo: pensavo peggio! effettivamente c’è da essere preparati soprattutto per aeroporto e aereo per mangiare, intrattenere e muoversi ma una volta arrivati sul posto qui in America è tutto facilmente reperibile ( comodissimo avere anche le farmacie aperte 24/24 ) e ti facilita la vita! La mia piccola poi è già un’esperta viaggiatrice quindi si è adattata a tutto tranquillamente e ha fatto tante scoperte..

    “Meravigliarsi di tutto è il primo passo della ragione verso la scoperta” by Louis Pasteur 

    *fanno anche il ciuccio e si sterilizza sempre al micro!
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    Niagara Falls..per bambini!

    Le cascate del Niagara sono anche per i bambini. Anzi, credo che come possano stupirsi loro di questo spettacolo in noi la meraviglia non si eleva nemmeno la metà della loro: perché sono belle ma viste da un bambino saranno magiche. E stupende, imponenti, tanta ma tanta tanta acqua. E ancora arcobaleni, doccina rinfrescante e colorate di notte. Uno spettacolo.
    E poi sono accessibili completamente ai più piccoli quindi il top! 😉
    Certo la mia piccolina è fin troppo piccolina ma siamo riusciti a fare tutto anche con lei: ah quanto amo l’efficienza e l’organizzazione Americana ( Canadese in questo caso)!
    Innanzitutto con il passeggino arrivi ovunque e poi trovi la zona dove depositarlo sicuro di trovarlo al tuo ritorno. Bambini così piccoli e mi pare fino ai 5/6 anni non pagano e oltre hanno un prezzo ridotto.
    Abbiamo scelto per prima l’escursione con la barca vicino alle cascate: siamo stati dotati di poncho per l’acqua e anche Lia nella misura più piccola, le partenze sono ogni 20 minuti e la fila si spiccia in fretta: non aspettano che la barca sia piena ma partono appena la maggior parte è salita, gli altri partiranno subito dopo. All’interno dell’imbarcazione ci sono due zone protette da vetri, una con posti a sedere e da lì io e Lia ci siamo godute lo spettacolo ( sebbene lei si godesse più il suo dito) e poi ho fatto a cambio con il marito per uscire e sentire sulla pelle questa meraviglia. Io amo l’acqua. Il mio segno è di aria ma per me è sbagliato: qualche astro si deve essere mosso all’ultimo sballando il tutto perché l’acqua è il mio elemento vitale.
    Quando il momento l’ha concesso siamo usciti tutti e tre a fare qualche foto e Lia non ci ha concesso nemmeno un sorriso ( sempre impegnata con il dito..) ma noi eravamo felici lo stesso. Le foto di famiglia stanno aumentando e ci emozioniamo ogni volta che riusciamo a scattarne una. Ehi..siamo genitori!!! Per noi ancora è tutto nuovo e fatichiamo ancora a crederci!
    Seconda escursione: vedere le cascate da dietro. Anche qui fila tutto liscio: arriviamo, lasciamo lo stroller, scendiamo, poncho, foto di rito. Nel mio immaginario mi aspettavo tipo di poter passare la mia mano sotto la cascata……..certo come no!! Tutte le escursioni presenti potete sbirciarle in questo sito e secondo me in un giorno intero riuscite a fare tutto se dovete pianificare un tour. Non abbiamo visitato Toronto perché ce l’hanno sconsigliato tutti e non “ci stava” nel planning del nostro viaggio! 😉
    Le cascate comunque le abbiamo viste di giorno con un bel arcobaleno tra la foschia che saliva e di notte vestite di colori.
    E per i bambini ( ma anche per i grandi) il divertimento continua: in downtown trovate una miriade di locali e intrattenimenti di ogni gusto: bowling, la casa degli orrori, il museo delle cere, film a 4D, luna park e così via. Anche per il mangiare si trova qualsiasi cosa ma MA c’è una pizzeria ( Antica Pizzeria si chiama, è nel lato canadese fate tutta la salita di attrazioni e girate a sinistra al semaforo dell’incrocio, 250 metri avanti sulla destra con fila fuori e due forni a legna ben visibili!) con tanto di pizzaiolo napoletano che fa pizze pizze ma proprio pizze ( capito no?!) che per expat come noi è stata la cigliegina sulla torta!!!
    Sto scrivendo dal cellulare quindi non ho modo di mettere molte foto perché sono sulla fotocamera ma aggiornerò la galleria una volta a casa; per ora eccovene una durante la mini crociera
    e una dopo il giro in barca e l’addio alla messa in piega!! 😉
    ( notare come qualcuno cerchi ancora di infilarsi la mano in bocca!! Ahaha)
    E ora verso il Vermont!
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    In viaggio!!

    E alla fine siamo partiti. Ho comprato la guida 10 giorni prima della data, ho prenotato gli hotel la sera prima della partenza. Non perché fossi scaramantica ma eravamo indecisi e insicuri. Nelle orecchie continuava a fischiarmi il “4500km con un neonato: siete pazzi?!”. Obbligarla a tante ore di macchina ci sembrava un’ingiustizia e avevamo paura anche per la sua schiena. Oltrettutto nemmeno a dieci giorni dalla partenza ha iniziato ad avere un pianto lamentoso che mi spezzava il cuore: le maledette gengive!! E quindi sempre con le manine in bocca, pianti dal nulla, la mattina si svegliava prima del solito..non erano proprio degli ottimi presupposti per partire sereni. Per la schiena googliamo e chiediamo anche al nostro pediatra che ci tranquillizza subito: fate delle soste frequenti e lei starà benissimo! Per il resto ci siamo buttati e abbiamo deciso di modificare il viaggio e le mete in base a come procedevano le cose.
    E lei si fa delle grandi dormite, poi si sveglia, ci si ferma x mangiare, ruttino, si gioca un pochetto e poi di nuovo nanna: perfetto!!
    In Usa per muoverti si fanno tanti chilometri quindi ho cercato di suddividere le ore di auto in modo che un giorno guidiamo di più e l’altro sostiamo per visitare e riposarci. Abbiamo tenuto tutti i suoi orari e abitudini sia con il mangiare che dormire e al terzo giorno di viaggio le cose sembrano andare alla grande. Inoltre devo proprio dirlo: mi sono organizzata benissimo con tutto l’occorrente!!!! 😉
    Lia ha tre mesi e mezzo quindi inizia a guardarsi in giro con curiosità e ci sta sfoggiando sorrisoni che rincuorano la nostra preoccupazione. Ride e gioca e ci ha tutti per lei!
    Poi siamo in un Paese davvero Kid Friendly e perciò non stiamo trovando grandi difficoltà nel visitare ciò che ci interessa perché gli organizzatori delle attrazioni pensano anche ai più piccoli e praticamente ogni luogo pubblico ha un’area dedicata sia per il cambio che lo svago ( per questa parte è ancora troppo presto per noi ). Pensavamo di essere gli unici genitori screanzati e invece stiamo incontrando tantissimi babies!!
    Ah sì, che matta non vi ho detto dove andiamo: Niagara e New England!!!
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